Mandorle Siciliane: eccellenza e tradizione

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Mandorle Siciliane: eccellenza e tradizione

La Sicilia è ricca di prodotti tipici grazie al suo clima e alla sua terra. Avendo ospitato durante i secoli molte popolazioni ha avuto modo di arricchire non solo la sua cultura ma anche la sua tradizione agroalimentare e enogastronomica. Un esempio per tutti: l’introduzione da parte degli Arabi degli agrumi che oramai sono uno dei simboli maggiori dell’isola.

Non solo. Altre tipicità di uguale importanza possono essere il pistacchio di Bronte o il vino nero d’Avola. O ancora i suoi dolci i cui ingredienti sono non solo il pistacchio or ora ricordato ma anche le mandorle.  Tra tutte le varietà di mandorla siciliana spicca quella di Avola che è poi quella maggiormente utilizzata nelle confetterie e pasticcerie.

Perché le mandorle siciliane sono qualitativamente migliori

Una lunga tradizione agricola e alimentare lega la Sicilia alla mandorla. Furono i Fenici a introdurla sull’isola e gli arabi a ricavare da essa dolci e bevande. Nonostante la forte concorrenza dei prodotti stranieri (soprattutto le mandorle californiane che costituiscono la stragrande maggioranza di mandorle esportate nel mondo), la mandorla siciliana presenta qualità che la rendono unica: si distingue non solo per il sapore inconfondibile ma anche per il suo guscio duro che ben protegge il seme dai parassiti e per le accentuate proprietà benefiche e salutari rispetto alle sue “concorrenti”. Ha infatti maggiore capacità di ridurre il colesterolo, contiene più ferro e vitamine e ha anche una maggiore quantità d’olio. Caratteristica questa che la rende meno asciutta e legnosa rispetto ad altre varietà.

Quanto sono importanti le mandorle per la Sicilia

Nei secoli la coltivazione delle mandorle coinvolgeva non solo i proprietari terrieri ma interi paesi: raccolte ad agosto quando il frutto si apriva, venivano sgusciate dalle donne e poi messe ad asciugare al sole. In seguito venivano tritate sempre delle donne che, in cambio della loro opera, ricevevano i gusci per ricavarne una sorta di combustibile a uso domestico.

Ora i sistemi di raccolta e separazione del seme dal guscio sono certo più moderni e la produzione dolciaria legata alle mandorle è  più sofisticata. Ma i prodotti sono gli stessi: i confetti,il torrone, la pasta reale, la cassata, il latte di mandorle, il biancomangiare etc. Non solo agricoltura quindi ma un indotto con regole e controlli per verificare la qualità del prodotto e consorzi per tutelare i produttori nel mercato globale. Consideriamo infatti che la Sicilia produce circa la metà delle mandorle coltivate in Italia e che quindi si sono resi necessari sistematici controlli della filiera (dal campo alle ditte dolciarie etc) con disciplinari e campagne di informazione a tutela del prodotto stesso.

Il censimento dell’agricoltura del 2010 indicava la presenza di mandorleti in circa l’ottanta per cento dei comuni siciliani. Proviamo dunque a pensare a tutti i tipi di utilizzo di questo preziosissimo seme: dalla massaia che prepara i dolci in famiglia al pasticcere, dall’industria dolciaria a quella cosmetica.

Per dare un’idea si può prendere ad esempio un’attività ben nota a tutti e famosa nel mondo: la Condorelli.

Un’industria dolciaria che offre ben 160 prodotti e che vende in tutto il mondo: Italia, Usa, Europa, America Latina, Australia. Possiamo quindi concludere proprio con uno slogan di una delle pubblicità di questa ditta, affermando senza tema di smentita che mangiare le mandorle siciliane o un dolce siculo fatto di mandorle “è sempre un piacere!”

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